S. Ambrogio, Leonardo e L’Osteria La Carbonella

Quando sei piccolo pensi che la magia provenga dai cartoni animati che vedi in televisione, dalla figurine dei tuoi idoli sportivi che con attenzione cercavi di attaccare “bordo su bordo”, stando attento a che il tuo eroe stesse perfettamente all’interno del quadratino disegnato nell’album.
Da perfetto interista nato negli anni ‘80, i miei idoli erano tre più uno. Mattheus, Klinsmann, Brehme. E l’uomo ragno, Walter il signore dei pali Zenga. Inutile dirvi che avevo i suoi guanti dell’Umbro.
Tutto il resto era un corollario, un artificio. Pura distrazione.
Certo, capitava che anzichè mangiare a casa come facevano tutti i miei compagni all’uscita di scuola, io prendessi l’autobus 50 e dalla zona Lorenteggio mi recassi in Via Terraggio, a pochi passi dalla Basilica di S.Ambrogio e dalla Basilica di S. Maria delle Grazie, dove Leonardo ha affrescato una delle sue più popolari opere d’arte, L’Ultima Cena.
Ma quando hai 10-11 anni le basiliche romaniche sono solo mattoni rossi, S. Ambrogio è un signore dal nome simpatico, Leonardo pensi che sia stato uno che tutto sommato era intelligente, e l’Ultima Cena è un disegno che non ti spieghi come mai la gomma non l’abbia cancellato.
Ecco perchè in Via Terraggio per me non c’era l’Osteria La Carbonella, ma la mamma e il papà, il mio tavolino vicino alla cassa che mi aspettava e la focaccina calda buona che si accompagnava tremendamente bene con l’uovo kinder.
Io ero seduto al mio tavolo, il solito, quello vicino alla cassa. Vedevo molta gente entrare, salutare con ampi sorrisi e aspettare che anche loro, come me, avessero un tavolo. Capitava che nei giorni di “piena”, moltissimi del resto, qualcuno dovesse abbandonare il proposito e, come si suole dire, “saltare un giro”.
Non nascondo che mi sentivo importante.
Sono passati più di ventanni e oggi so perfettamente che le basiliche in stile romanico non sono dei mattoni rossi ma sono magici scrigni che contengono tesori culturali inestimabili. S.Ambrogio è uno dei santi patroni più importanti di Milano, di Italia, e del Cristianesimo nel mondo. Leonardo Da Vinci è uno straordinario esempio ineguagliato di raffinatezza intellettuale, creatività e immaginazione. Probabilmente se oggi voliamo lo dobbiamo a lui.
L’Ultima Cena non è un disegno ma l’espressione di un convivio simbolico dove si mescolano le virtù e le debolezze umane.
Ecco perchè l’Osteria La Carbonella oggi non è solo un ristorante ma qualcosa di magico. Un luogo di incontro che vive ancora della prelibatezza delle sue portate e dei sorrisi di chi la frequenta.
Molti mi chiedono quale sia il segreto dell’Osteria La Carbonella. Secondo me è l’amore.

Profilo di Alessandro, autore dei post del blog

Alessandro, figlio di Santo e Angela, non poteva non sviluppare un amore profondo per il buon cibo e il buon vino.
Oltre ad avere avuto sin dalla tenera età il privilegio di frequentare i molteplici ristoranti milanesi, una volta cresciuto ha approfondito le sue conoscenze diventando Sommelier professionista presso AIS Lombardia (Associazione Italiana Sommelier).
Attualmente sta ottenendo una seconda specializzazione in degustazione di oli.
Ecco perché è facile incontrarlo alla Carbonella, tra una buona fiorentina preparata da papà Santo e il calice di un ottimo vino scoperto nelle innumerevoli gite fuori porta del week end.
Molti dei vini che l’Osteria La Carbonella propone sono stati proprio scelti da lui.
Nella vita Alessandro è Psicologo delle Organizzazioni, consulente aziendale, formatore e coach.

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